Le pulizie post mortem sono l’intervento che riporta un ambiente in condizioni igieniche normali dopo un decesso avvenuto in casa, in auto, in una struttura ricettiva o in un luogo di lavoro. A Roma Rapida Servizi se ne occupa con squadre formate, dispositivi di protezione individuale e prodotti disinfettanti autorizzati, in qualunque quartiere della città.
Chi ci chiama, quasi sempre, non sta cercando un’impresa di pulizie. Sta cercando qualcuno che tolga di mezzo un problema che non sa come affrontare, in giorni in cui ha altro a cui pensare.
Per questo il nostro primo obiettivo è pratico: farti capire cosa succede, in quanto tempo, e cosa resta da fare a te. Che di solito è: niente.
Cosa si intende davvero per pulizia post mortem
Qui le parole contano, perché indicano operazioni diverse fra loro.
Il D.M. 7 luglio 1997 n. 274, il regolamento che disciplina il settore delle imprese di pulizia, distingue in modo netto:
- pulizia: i procedimenti “atti a rimuovere polveri, materiale non desiderato o sporcizia da superfici, oggetti, ambienti confinati ed aree di pertinenza”;
- disinfezione: le operazioni “atti a rendere sani determinati ambienti confinati e aree di pertinenza mediante la distruzione o inattivazione di microrganismi patogeni”;
- sanificazione: l’insieme di pulizia e/o disinfezione e/o disinfestazione, unito al controllo delle condizioni del microclima.
Un intervento post mortem serio le comprende tutte e tre, in quest’ordine. Passare direttamente alla disinfezione senza aver rimosso il residuo organico non serve a nulla: il disinfettante si consuma sullo sporco e non arriva alla superficie.
È la ragione per cui una pulizia post decesso non è una pulizia straordinaria fatta con più attenzione. È un’altra procedura.
Perché una casa dopo un decesso non si tratta come le altre
Dopo la morte i processi di decomposizione liberano fluidi e gas. I liquidi cadono verso il basso e vengono assorbiti da tutto ciò che è poroso: materasso, doghe, moquette, guaina del parquet, massetto, fughe del pavimento, cartongesso alla base delle pareti.
La superficie visibile può sembrare quasi pulita. Il problema, spesso, è di due centimetri più sotto.
A questo si aggiunge il profilo sanitario. Il D.Lgs. 81/2008, all’art. 268, classifica gli agenti biologici in quattro gruppi in base al rischio: dal gruppo 1, “un agente che presenta poche probabilità di causare malattie in soggetti umani”, fino al gruppo 4, che comprende agenti che possono “provocare malattie gravi in soggetti umani” con “elevato rischio di propagazione nella comunità”. In un ambiente contaminato da materiale organico, chi entra senza protezioni non sa a cosa si sta esponendo, perché non lo sa nessuno finché non si conosce la storia clinica del defunto.
Ci sono poi gli odori. Le molecole responsabili sono volatili e si legano ai materiali assorbenti: aprire le finestre le diluisce, non le elimina. Un deodorante spray le copre per qualche ora.
E c’è un aspetto che tocca chi resta. Pulire da soli la stanza in cui è morto un familiare è un’esperienza che molte persone si portano dietro a lungo. Delegare non è una debolezza.
Quando serve un intervento di bonifica post mortem a Roma
Non tutti i decessi richiedono una bonifica. La discriminante principale è il tempo trascorso e la presenza di materiale organico sulle superfici.
Ci chiamano tipicamente per:
- decessi scoperti dopo giorni o settimane, spesso segnalati dai vicini per l’odore o dalla posta accumulata;
- morti avvenute a seguito di lunghe degenze domiciliari, con presidi sanitari, medicazioni e biancheria da smaltire;
- suicidi e morti violente, dopo il dissequestro dei luoghi;
- decessi in appartamenti in affitto, B&B e case vacanza, dove il proprietario deve rimettere l’immobile a reddito;
- decessi avvenuti dentro un veicolo, un camper o una barca;
- ambienti in cui, oltre al decesso, esiste una situazione di degrado o accumulo preesistente.
Sull’ultimo punto vale la pena di essere chiari: capita spesso. In questi casi l’intervento si combina con lo sgombero da accumulo compulsivo o con la pulizia post barbonismo domestico, perché non ha senso sanificare un ambiente ancora pieno di materiale non rimovibile.
Il contesto demografico spiega perché queste chiamate aumentino. Secondo le previsioni ISTAT su popolazione e famiglie pubblicate nel luglio 2024, in Italia le persone che vivono sole sono 9,3 milioni e rappresentano il 35,8% delle famiglie; la proiezione al 2043 le porta al 39,9%, con la quota maggiore fra gli over 75. Più persone anziane sole significa, statisticamente, più decessi che non vengono rilevati subito.
Come lavoriamo: le fasi dell’intervento
1. Contatto e sopralluogo
Rispondiamo alla chiamata e fissiamo il sopralluogo, che è gratuito. Dove i tempi sono stretti valutiamo anche su fotografie, ma il sopralluogo resta il metodo che ci permette di quantificare con precisione.
Sul posto verifichiamo: estensione della contaminazione, materiali coinvolti, presenza di infiltrazioni ai piani inferiori, accessi, e cosa va rimosso.
Un punto va chiarito subito: l’intervento può iniziare solo dopo la rimozione della salma. Il D.P.R. 285/1990, art. 8, stabilisce che nessun cadavere può essere chiuso in cassa, sottoposto ad autopsia o conservato in cella frigorifera “prima che siano trascorse 24 ore dal momento del decesso”, salvo i casi previsti dalla norma. Se sono in corso accertamenti dell’Autorità giudiziaria, si attende il nulla osta.
2. Allestimento e messa in sicurezza
Delimitiamo l’area, proteggiamo i percorsi, isoliamo le zone non coinvolte. Gli operatori indossano i DPI previsti per il rischio biologico: tuta monouso, guanti, protezione respiratoria e oculare, calzari.
La formazione degli operatori su queste procedure non è un dettaglio: è la ragione per cui abbiamo ottenuto la certificazione ISO 45001:2018 sulla sicurezza e salute sul lavoro.
3. Rimozione dei materiali non recuperabili
Materassi, reti, tappeti, moquette, imbottiti, tendaggi e talvolta porzioni di pavimento o di intonaco: quando il materiale ha assorbito fluidi organici, la strada è la rimozione, non il lavaggio.
Su parquet e superfici in pietra la valutazione è caso per caso. A volte è recuperabile con un trattamento professionale del pavimento; a volte no, e te lo diciamo prima.
4. Detersione
Rimozione meccanica di tutto il residuo organico da pavimenti, battiscopa, pareti, sanitari, scarichi e sifoni. È la fase più lunga e la meno visibile, ed è quella che determina il risultato di tutto il resto.
5. Disinfezione
Applichiamo disinfettanti registrati come Presidi Medico Chirurgici o autorizzati come biocidi ai sensi del Regolamento (UE) n. 528/2012.
Il Rapporto ISS COVID-19 n. 12/2021 dell’Istituto Superiore di Sanità, dedicato alla sanificazione di strutture non sanitarie, indica per superfici in pietra, metallo o vetro “sodio ipoclorito 0,1% o etanolo (alcol etilico) al 70%”, per le superfici in legno “etanolo (70%) o ammoni quaternari”, e per i servizi igienici un “disinfettante a base di sodio ipoclorito almeno allo 0,1%”. Lo stesso rapporto precisa che concentrazioni e tempi di contatto vanno rispettati come dichiarati in etichetta, sotto la responsabilità del produttore.
Noi seguiamo quelle indicazioni, e i tempi di contatto li rispettiamo davvero: è la parte del lavoro che l’occhio non vede e che viene saltata più spesso.
Per gli ambienti che lo richiedono utilizziamo anche i trattamenti ECOSANIT, per i quali siamo certificati (Trattamento ECOSANIT n. 2005194 – FA-020).
6. Trattamento degli odori
Nebulizzazione di prodotti a cattura molecolare, saturazione dell’ambiente, trattamento degli impianti e delle canalizzazioni dove necessario. Nei casi più complessi si interviene su massetto e supporti murari, perché finché la fonte resta, l’odore torna.
7. Verifica finale e riconsegna
Controllo dell’ambiente insieme al cliente, con la documentazione dell’intervento.
Che fine fanno i materiali contaminati
È la domanda che ci fanno più spesso, ed è giusta: quel materiale non può finire nel cassonetto sotto casa.
I rifiuti prodotti da un intervento post mortem, quando presentano rischio infettivo, seguono la disciplina dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo. Il D.P.R. 15 luglio 2003 n. 254 prescrive contenitori monouso recanti la dicitura “Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo” e il simbolo del rischio biologico, inseriti in imballaggio rigido esterno.
Sui tempi la norma è precisa: il deposito temporaneo ha “durata massima di cinque giorni dal momento della chiusura del contenitore”; per quantitativi inferiori a 200 litri il termine può estendersi a trenta giorni, alle condizioni igienico-sanitarie previste.
Il trasporto e il conferimento avvengono tramite operatori autorizzati, con formulario di identificazione del rifiuto. La documentazione resta al cliente: è la prova che lo smaltimento è stato fatto a norma, e in caso di contestazioni condominiali o assicurative serve.
La gestione dei rifiuti e delle sostanze chimiche è uno dei processi controllati dal nostro Sistema di Gestione Ambientale, certificato UNI EN ISO 14001:2015.
Perché affidarsi a Rapida Servizi
Non ci presentiamo con slogan. Ti diciamo cosa abbiamo in mano.
Oltre 20 anni di attività nel settore delle pulizie industriali, civili e private, a Roma, nel Lazio e su tutto il territorio nazionale.
Cinque certificazioni, verificabili sulla nostra pagina certificazioni:
- UNI EN ISO 9001:2015, Sistema di Gestione della Qualità. Certificato n. SQ 2003023 – FA020
- UNI EN ISO 14001:2015, Sistema di Gestione Ambientale. Certificato n. SQ 2005193 – FA020
- ISO 45001:2018, Salute e Sicurezza sul Lavoro. Certificato n. SQ 1905192 – FA020
- H.A.C.C.P. conforme alla norma UNI 10854:1999. Certificato n. 2005191 – FA020
- ECOSANIT, trattamento di eco-compatibilità, n. 2005194 – FA-020, ai sensi della Nota del Ministero della Salute n. 0005443-22/02/2020-DGRPR-DGPRE-P
Formazione continua degli operatori, con corsi sulla sicurezza e sull’uso dei macchinari. Su interventi di questo tipo non mandiamo personale improvvisato.
Esperienza su ambienti sanitari: ci occupiamo di sanificazione di ambienti ospedalieri e di sanificazioni professionali, e le procedure che applichiamo dopo un decesso vengono da lì.
Sopralluogo e preventivo gratuiti, senza impegno.
Quanto costa una pulizia post mortem a Roma
Un prezzo di listino, su questo servizio, non esiste. Chi lo pubblica sta indovinando.
Il costo dipende da:
- quanto tempo è trascorso dal decesso, che è di gran lunga la variabile che pesa di più;
- superficie interessata e numero di ambienti coinvolti;
- quanti arredi e materiali vanno rimossi e smaltiti;
- se servono demolizioni di pavimenti, massetti o porzioni di intonaco;
- eventuali infiltrazioni verso altre unità immobiliari;
- accessibilità del luogo: piano, ascensore, sosta del mezzo, ZTL.
Dopo il sopralluogo ricevi un preventivo scritto con le voci separate, così vedi cosa stai pagando. Se emergono lavorazioni non prevedibili in fase di sopralluogo, te lo comunichiamo prima di eseguirle.
Domande frequenti sulle pulizie post mortem
In quanto tempo potete intervenire a Roma? Effettuiamo il sopralluogo nel più breve tempo possibile dalla chiamata e, nei casi urgenti, apriamo il cantiere subito dopo. L’intervento può partire solo una volta rimossa la salma e, se ci sono accertamenti in corso, dopo il nulla osta dell’Autorità giudiziaria.
Quanto dura l’intervento? Da mezza giornata per una situazione circoscritta a diversi giorni quando è necessario rimuovere pavimenti, massetti o intonaci. Il sopralluogo serve anche a darti questa risposta prima di iniziare.
Chi può richiedere il servizio? Familiari ed eredi, il proprietario dell’immobile, l’amministratore di condominio per le parti comuni, l’agenzia immobiliare, l’impresa di onoranze funebri, l’azienda in caso di decesso sul luogo di lavoro.
Che differenza c’è tra pulizia e bonifica post mortem? La pulizia rimuove lo sporco visibile. La bonifica comprende rimozione dei materiali contaminati, disinfezione con prodotti autorizzati, trattamento degli odori e smaltimento a norma dei rifiuti. Sul piano tecnico è la differenza che il D.M. 274/1997 traccia fra attività di pulizia, disinfezione e sanificazione.
Riuscite a eliminare l’odore in modo definitivo? Sì, quando è possibile intervenire sulla fonte. Se i fluidi hanno raggiunto il massetto o il supporto murario, la rimozione di quel materiale è parte del lavoro: senza, l’odore torna a distanza di settimane.
L’appartamento sarà abitabile subito dopo? Nella maggior parte dei casi sì, al termine dell’intervento e dopo l’aerazione. Se sono state rimosse porzioni di pavimento o di intonaco, resteranno da eseguire i lavori edili di ripristino.
Rilasciate documentazione dello smaltimento? Sì. Ti consegniamo la documentazione relativa al conferimento dei rifiuti agli impianti autorizzati.
Il costo è coperto dall’assicurazione? Dipende dalla polizza. Alcune coperture sulla casa e alcune polizze condominiali includono i danni da eventi accidentali; il preventivo dettagliato che rilasciamo è il documento da presentare alla compagnia per la valutazione.
Parlane con noi
Se ti trovi in questa situazione, la cosa più utile che puoi fare adesso è una telefonata. Ti diciamo in pochi minuti se serve un intervento di bonifica e cosa comporta.
Rapida Servizi Srl, Impresa di Pulizie Roma Tel. 388 8337741 preventivi@rapidaservizi.com